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07 settembre 2010   Print this page

Diario di viaggio 2010 di Marcello Carucci

Roma - Mongolia il sogno di una vita!

Arrivare in Mongolia è stato sempre uno dei miei sogni nel cassetto, il desiderio di mettere in pratica questo viaggio diventa ogni giorno sempre più forte.
L’esperienza di ventisette anni maturati in sella ad una moto ed esplorando mezzo mondo, mi convincono che con l’aiuto della mia compagna Silvia la quale parla perfettamente il russo, possiamo serenamente realizzare questo fantastico e difficile viaggio Roma-Ulaanbaatar (Mongolia).

Siamo coscienti entrambi che il viaggio è molto difficile ed impegnativo i chilometri da percorrere sono tantissimi, durante il tour ci sarà un grande stress fisico e mentale, ma il piacere di realizzarlo è molto forte che supera tutto e tutti.
Inizio a fare studi e ricerche su internet, conoscendo guide, persone che sono state in Mongolia e cerco di documentarmi il più possibile sulle frontiere, le strade, il popolo, le loro usanze, il clima, i pericoli, i percorsi più adatti alla mia moto stradale. Compro anche guide, carte topografiche ed incomincio a pianificare il tutto dopo essermi documentato ben bene. Quotidianamente prendo contatti con gli sponsor.
Il giorno 27 Gennaio ricevo una telefonata da una nota azienda motociclistica che è interessata al mio programma di viaggio. Ma purtroppo dopo alcuni giorni mi viene comunicato telefonicamente che non possono sostenermi nel mio progetto.
A malincuore ringrazio lo stesso e dopo questa ennesima delusione decido di partire con la mia moto, la quale poi non mi ha mai deluso e non contattare nessun altra azienda.
In questo frattempo il mio mezzo si trova dal mio meccanico di fiducia Andrea, il quale come sempre con molta accortezza ed amore effettua tutti i controlli possibili ed immaginari preparandola all’imminente tour… la terra del grande ’Gengis Khan’.
Di pari passo come avviene lo studio con la mia compagna Silvia sulle tappe da effettuare, i siti e città di maggior interesse che dovremo visitare, concordo con l’Azienda di pneumatici Metzeler, mio sponsor, quale sarà la città in Russia dove poter avere un appoggio per un cambio gomme.
Anche la mia preparazione atletica è presa molto seriamente l’allenamento è costante ogni giorno per sei volte la settimana, non devo trascurare niente in questo viaggio il più lungo della mia storia.
Confortato senza dubbio anche da Silvia che parla il russo, che per qualsiasi evenienza lei sarà di grande aiuto.
La destinazione questa volta è veramente lontana, attraverso Austria, Ungheria, Romania, Moldova, Ucraina, Russia fino al lago Bajkal, per poi arrivare ad Ulaanbaatar e ritornare indietro.
Il giorno 6 Aprile con un colloquio telefonico con l’azienda di pneumatici Metzeler, si arriva ad un accordo, avrò l’assistenza di un cambio gomme nella città di Barnaul ( Russia) ed inoltre seguirmi attraverso il viaggio per avere notizie del un nuovo pneumatico le interact Z8.
In questo periodo oltre l’allenamento in palestra viene anche l’allenamento in moto,
ed appena mi si presenta l’opportunità percorro anche oltre 400 km in un giorno.
È il 17/04/2010 con Silvia valuto il viaggio purtroppo sono nati dei problemi burocratici per formulare dei documenti necessari a Lei, da fornirsi in Moldova, molto probabilmente dovrò affrontare il viaggio da solo.
Intensifico maggiormente la mia preparazione atletica dedicando giornalmente un
lavoro di un’ora di potenziamento fisico ed un’ora di allenamento cardiovascolare.
Il giorno 24/04 faccio il biglietto di aereo per Silvia, che partirà il 24 luglio e rientrerà a Roma il 31 Agosto, mentre io affronterò il viaggio in solitaria. E’ un peccato non condividere con lei il viaggio, sarebbe stato tutta un’altra cosa.
Il giorno 28 /04 mi presento in agenzia la quale mi prepara il visto per la Russia e la Mongolia.
Nel frattempo incomincio ad elencarmi tutto ciò che mi può servire ed aspetto il grande giorno per la mia partenza.
Finalmente il 25 Maggio ho sul mio passaporto entrambi i visti per oltre 90 giorni.

LA PARTENZA
Siamo al 30 giugno libero da impegni di lavoro mi preparo ad iniziare un nuovo tour, questa volta in solitaria.
Alle 22,00 vado a letto ma il caldo afoso di Roma e la tensione del viaggio mi tengono sveglio fino alle 23, quindi decido di partire viaggiando di notte evitando il gran caldo.
Alle 23,30 sono in partenza, l’avventura inizia, percorro buona parte dell’Italia attraversandola di notte e al fresco. Alle 01,25 faccio una breve sosta mangiando qualcosa, e subito proseguo, alle 3,30 sono a Firenze, l’autostrada è trafficata per la maggior parte da tir, il periodo dei vacanzieri non è ancora arrivato. Si viaggia benissimo e con la massima tranquillità.
Il 1 luglio alle 11,15 entro in Austria, l’attraverso con molta calma in sette ore, e alle 18,30 sono in Ungheria nella località di Sze’kesfehervar, avendo percorso oltre 1200 km, viaggiando per diciannove ore comprese le rispettive soste di riposo e rifornimento di benzina, alle 21 vado a letto provato dalla stanchezza.
Alle 6 del giorno successivo mi sveglio e alle 6,30 faccio una colazione veloce dopodiché sono immediatamente in moto per proseguire verso la Moldova, durante il percorso do sfogo ai cavalli della moto che si erano troppo rilassati nelle autostrade italiane ed austriache.
Sono le 11,30 transito il confine romeno e alle 20 sono a Bacau dove pernotto in un motel molto grazioso per una modica cifra di meno di venti euro.
Alle 4 del mattino del 3 luglio suona la sveglia mi preparo velocemente, ricca colazione e via, la temperatura è molto bassa ci sono stati temporali con allagamenti nella nazione visti fortunatamente anche da me, ma in lontananza.
Per un’ora incontro nebbia e durante il tragitto vedo un motociclista con i suoi abiti vistosamente lacerati, la moto completamente distrutta nella parte anteriore.
Chiedo cosa è successo?! Mi risponde di non aver visto un bovino in mezzo alla strada a causa della della forte foschia. Mi chiedo un miracolo che non si sia fatto nulla!
Tutto ciò mi fa riflettere ancor di più e prendo consapevolezza dei pericoli ai quali posso andare incontro. Continuo il viaggio nella massima concentrazione e non appena mi accorgo di avere un minimo di stanchezza, mi fermo e mi riposo anche per soli dieci minuti.
Alle tredici dello stesso giorno sono in Moldova a casa dei genitori di Silvia, ho percorso oltre 3000 km. Rimango qui fino al 5 luglio.
Il giorno 6 alle ore 8 parto nonostante una selezione accurata nel portarmi vestiario , attrezzi moto, cibo sono supercarico, alle 11 sono in Trasnistria, qui per avere un timbro sul passaporto devo aspettare oltre un’ora, sebbene davanti a me c’è solo una persona.
E’ la solita abitudine vergognosa, che ormai mi sono abituato a vedere da anni, ufficiali in dogana che impugnano di nascosto banconote per agevolare l’entrata o l’uscita dalla Trasnistria.
a tutto ciò rimango calmo ed indifferente senza dare nessuna moneta, mentre l’entrata in Ucraina ed i controlli sono molto veloci, alle 19 faccio sosta e pernotto, nella località di Poltova (Ucraina).
Il giorno seguente viaggio scampando a minacciosi temporali, ma alla
fine uno di essi ha la supremazia su di me, devo fare attenzione nella guida, sono molto attento anche per la notevole acqua sul manto stradale ed eventuali buche.
Vivo questo tremendo acquazzone per circa un’ora. Finalmente di nuovo il sole e l’asfalto asciutto, apro il gas e percorro chilometri in velocità, arrivando alle 17 sul confine Ucraino/Russo, qui incomincia nuovamente a piovere ed io in fila dietro le macchine, qualche camionista mi fa cenno di andare avanti, perché adesso l’acqua viene giù con più violenza. Decido di recarmi in testa e subito al primo controllo mi viene comunicato di tornare indietro e fare la fila come tutti gli altri. Faccio il vago … non capisco sono italiano e consegno il passaporto, il militare mi fa nuovamente segno che ero passato davanti a tutti ed io un'altra volta riconfermo a gesti e scuotendo la testa che non capivo. Finalmente mi lascia andare.
Subito il controllo in dogana russa, contrariamente alle volte scorse è stata veloce, ed ho avuto anche modo di scherzare e comunicare con la polizia doganale, la quale rimaneva meravigliata della mia moto e del mio itinerario la Mongolia (andata e ritorno).
Superato il confine ed entrato in territorio russo ecco arrivare subito il primo
imprevisto, innestando la prima, la moto non va, si spegne e la leva frizione
è morbidissima, subito mi preoccupo. Rimuovo il coperchio del recipiente dell’olio della frizione, vedo, che non c’è lubrificante, per fortuna, quest’anno lo avevo con me, lo rabbocco ed immediatamente raggiungo la città di Belgorod (Russia), mi metto alla ricerca di un motel, ma purtroppo solo in tarda sera ne trovo uno.
Il giorno seguente il viaggio continua affrontando il caldo intenso oltre 40 gradi, sono
nelle vicinanze di Samara , durante il percorso vedo davanti a me un tir al quale scoppia una gomma il copertone che per poco mi colpisce, fortunatamente riesco ad evitarlo.
Prendo coscienza di tutto ciò e resto ben lontano dai prossimi tir ed appena me li trovo davanti, li supero immediatamente, per evitare che perdendo materiale mi possono provocare danni a me e al mio mezzo.
Il 10 luglio alle 5 della mattina parto in 3 ore percorro solo 200 km il manto stradale è pessimo mi fermo spesso a causa di ciò e del forte caldo.
Alle 15 sono ad Ufa capitale della Repubblica di Baskortoston per comprare appositamente un carica batteria, perché il mio l’ho dimenticato in Moldova, quindi indispensabile per fotografare e testimoniare il mio viaggio. Vi lascio riflettere … in una grande città russa senza conoscere nessuna lingua al di fuori del mio italiano, tuttavia son riuscito ad acquistarlo. Nell’occasione conosco dei russi che mi offrono da bere, voglio informazione sul mio tour.
Sono le 17 riparto e alle 19 sono sugli Urali, la catena montuosa tra le più antiche del mondo con immense foreste di betulle, pini e laghetti che attraversa approssimativamente da nord a sud la Russia occidentale dove pernotto in un bel bungalow al prezzo di 250 rubli.
Domenica 11 alle 3 del mattino mi sveglio, tra la colazione e la preparazione della moto, impiego un’ora. Alle 4 parto, sono coperto con indumenti termici per combattere il freddo, la giornata è splendida, viaggio ottimamente, finalmente ho abbandonato il gran caldo attraverso tutta la catena montuosa in 4 ore e trenta minuti percorrendo 240 km.
Alle 21, pernotto in un paesetto di campagna a 400 km da Omsk nella provincia di T’Umen’ dopo aver viaggiato oltre 15 ore e percorso 526 km, le strade non permetto di più.
La mattina del 12 luglio, quando vado ad urinare provo forte bruciore, dolore e perdita di sangue allarmato mi faccio capire da un signore che ho bisogno di un medico, immediatamente arriva un’ambulanza con due dottoresse, faccio vedere le urine ed in loro presenza elimino altro sangue.
Immediatamente mi fanno capire di seguirle in ospedale, subito salgo in moto, arriviamo in pochi minuti all’ospedale. Poco dopo mi visita il chirurgo, nel frattempo sveglio Silvia a Roma la quale mi fa da interprete e mi comunica che c’è in atto un’infiammazione della vescica dovuta al viaggio, probabilmente a tutte le sollecitazioni subite. Preoccupato penso proprio che questa volta devo fermarmi e la paura a non proseguire il viaggio è tanta.
I medici sono al corrente del mio itinerario e Silvia mi tranquillizza dicendomi che mi fanno una flebo con sedativo ed inoltre devo prendere due antibiotici al giorno per una settimana.
Dopo un’ora in ospedale ritorno all’abitazione dove alloggiavo, carico i bagagli e parto
immediatamente. Purtroppo durante il percorso devo fermarmi spesso lo stimolo ad urinare è frequente, ma in realtà solamente poche gocce di sangue vivo, con intenso bruciore e dolore che mi fa urlare. Fortunatamente in poche ore ritorno in forma.
Alle 21 sono ad Omsk, molto stanco affaticato, per tutto lo stress della giornata, mangio qualcosa e subito vado a dormire.
Il giorno dopo mi sento abbastanza in forma, tolto qualche dolore e gonfiore alle mani e alla cervicale, mentre l’infiammazione è completamente scomparsa ed il mio umorismo è al top.
Riprendo il viaggio dirigendomi nella direzione di Cel’Abinsk intorno alle 11,15 vedo una mandria di bovini con il mandriano che le guida a cavallo, mi fermo e riprendo il tutto con la telecamera e la macchina fotografica, in questo frattempo un cavallo forse incuriosito della mia presenza attraversa la strada, in questo istante arriva una macchina ad alta velocità, sento una grande frenata ed un botto enorme, lo scontro con l’equino è stato terrificante.
Il cavallo dal primo momento è stato per terra credevo che si fossero rotte le zampe poi ripresosi è ritornato nel gruppo, mentre la macchina riporta grandi danni al parabrezza e alla carrozzeria.
Il tutto mi impressiona e mi fa capire di essere sempre attento alla guida e di non esagerare con la manopola del gas, se me lo sarei trovato davanti erano guai.
Alle 22 mi trovo a 200 km da Krasnojarsk, fa piuttosto freddo, e ho avuto
difficoltà a trovare un motel ho viaggiato per oltre 12 ore percorrendo oltre 900 km,
conoscendo moltissime persone di tutti i tipi, tutte molto ospitali nei miei confronti e sempre meravigliati per ciò che stavo facendo. Anche la polizia, spesso mi ferma, ma la scusa è sempre quella di guardare la mia moto, di salirci, di provare il casco, mi chiedono quanta velocità fa? Quanti cavalli? Quanto è di cilindrata? come mai da solo? e non hai paura?
E’ il 14 luglio alle 4 della mattina mi alzo alle 5 parto, la strada è buona, ma l’andatura non è veloce devo far in modo di consumare il meno possibile i pneumatici, un cartello indica 1600 km da Irkutsk, il paesaggio è molto verde, mi ricorda l’Irlanda la temperatura è molto bassa che mi costringe dopo dieci minuti dalla partenza, di coprirmi con indumenti termici … fa troppo freddo durante il percorso incomincio ad incontrare qualche motociclista locale, in questo momento ci sono 5 ore di fuso orario rispetto all’Italia alle 19 mi fermo in un motel a circa 1000 km da Irkutsk.
Alle 5 del giorno dopo mi alzo vedo nebbia ma nonostante ciò decido di partire alle 6 inizia il viaggio, le strade sono notevolmente peggiorate, ho difficoltà, a reperire benzina al 95 ottani.
Percorro sterrato con notevoli buche, sono le 15,30 non faccio altro che alternare delle strade asfaltate con dello sterrato, strade con polvere, terra ghiaia, pietre la mia preoccupazione principale è che se piove con la mia moto, mi devo fermare, inoltre sono lontano dalle città non si trovano più facilmente motel, mi rivolgo spesso al nostro Signore e alla Madonna affinché tutto vada per il meglio, troppi incidenti ho visto e vedo tutti i giorni, macchine con scontri frontali, tir andati a finire nei burroni oppure contro alberi distruggendo il proprio mezzo.
Fortunatamente la 92 non mi crea problemi al motore.
Alle 17,40 faccio una breve sosta facendo soccorso ad un motociclista russo con a bordo due ragazze che hanno riscontrato delle forti escoriazioni alle cosce.
Alle 21,30 sono in albergo avendo percorso solo 500 km da stamani. Sono le 23 mi metto a letto. La mattinata seguente prendo la moto che è parcheggiata in un box con del fango, mi scivola cadendomi addosso, fortunatamente riesco a sfilarmi chiamo soccorsi ma più di qualcuno si rifiuta, alla fine un giovane mi aiuta a gran fatica riusciamo a metterla su, il peso è eccessivo ci sono tutti i bagagli, controllo immediatamente la leva del cambio e della frizione, nessun danno cosi anche al resto del mezzo, solo fango forse è proprio quest’ultimo che ha impedito di avere
seri problemi.
Faccio un controllo generale anche sull’usura dei pneumatici, sono ancora in ottime condizioni.
Mentre il mio secondo cambio di pasticche anteriori si sta rovinando entro nella città di Irkutsk per trovarne, ma è come trovare un ago in un pagliaio, quindi le mie scorte sono esaurite dovrò lavorare fino al ritorno in Moldova con il freno il posteriore ed il freno motore utilizzando quello anteriore sono nelle grandi emergenze.

Il 16 luglio sono sul limpidissimo lago Bajkal in Siberia meridionale, diviso fra i territori dell’Oblast’ di Irkutsk e la Repubblica di Buriazia, è stato posto sotto la tutela dell’Unesco come patrimonio dell’umanità nel 1996, è il secondo al mondo per la lunghezza dopo il lago Tanganica, mentre è il lago di acqua dolce più profondo del mondo e quello con il volume maggiore, il panorama è meraviglioso.
Subito dopo attraverso Ulanude capitale della Repubblica dei Buriati, situata in una bella collina verde.
Domenica 18 luglio alle ore 8 finalmente sono in dogana e mi appresto a superare il confine Russo.
Mongolia, però c’è da attendere un’ora perché la frontiera apre alle 9 qui socializzo con un gruppo di mongoli che, rimangono meravigliati che vengo da solo nel loro paese e da cosi lontano salgono sulla mia moto e si fanno fotografare. Alle 11 entro in mongolia vedo quattro bambini in condizioni miserabili, a sforzo trattengo le lacrime, gli do da mangiare dei biscotti e faccio il confronto con i nostri … la situazione è veramente pietosa. Li fotografo e li riprendo con la telecamera, e prima di partire gli do ancora dei biscotti ed ad ognuno regalo un giocattolo.
Un sorriso ed una carezza.
Attraversando la Mongolia per arrivare nella sua capitale il territorio mi si presenta come un gigantesco parco naturale spesso mi fermo osservo i cavalli, bovini, capre che pascolano in queste praterie verdi, con un limpido cielo, fotografo il panorama, mi fermo a guardare le persone che vivono nelle gher, ho i primi contatti con i mongoli sono molto disponibili e socievoli, mi piacciono da subito.
Arrivato ad Ulaanbaatar, la capitale mi si presenta immediatamente immensa, caotica e trafficata. Prendo subito contatti con un italiano con il quale avevo preso già accordi in Italia per fare della beneficienza in un orfanotrofio della capitale l’appuntamento è per il giorno successivo. Nel frattempo alloggio in un albergo al centro della città. Sistemati i bagagli, la moto e fatta una bella doccia esco visitando la parte più moderna.
Il giorno seguente mi devo vedere all’appuntamento, purtroppo perdo l’indirizzo ed il numero telefonico, mi aspettavo almeno una sua telefonata, ma invano niente e nessun interessamento.
A questo punto entro nelle mura della città antica, visitandola ma soffermandomi con maggior attenzione al tempio Gesar Sum. Qui ho modo di comunicare con qualche monaco buddista, ed inoltre assisto alle loro preghiere oltre che fotografare e filmare.
Poi è la volta del monastero Gandak khiid uno dei più importanti della Mongolia nel quale si vedono molti turisti, esso è veramente bellissimo.
Il 20 luglio lascio Ulanbatar a mio malincuore per non aver realizzato ciò che mi ero prefissato e mi avevano promesso di fare. Durante il percorso di rientro, mi fermo spesso davanti alle gher consegnando buona parte di cappellini e giocattoli a bambini, nell’occasione ho modo di fare amicizia anche con i più grandi i quali sotto mia richiesta mi invitavano a visitare le loro gher e fotografarle. Nell’istante che le vedo rimpiango di non aver portato con me una tenda, mi sarei messo nelle loro vicinanze e avrei scoperto i loro modi di vivere … peccato!
Alle 15,30 supero il confine mongolo e alle 16,30 sono in Russia, ripercorro tutto l’itinerario che ho fatto all’andata distribuisco anche ai bambini russi quei pochi giocattoli rimasti.
Molte mamme rimangono meravigliati nel vedermi fare queste azioni, d’altronde non credo che si veda tutti i giorni uno straniero con la propria moto fermarsi e distribuire giocattoli, il tutto incuriosisce anche gli adulti che si avvicinano e mi chiedono da dove vengo, gli spiego a modo mio il mio itinerario rimangono tutti sbalorditi e meravigliati che sono solo, ed io sono gratificato da queste mie azioni umane, con un piccolo gesto si fanno felici molte persone, i loro sorrisi e le loro strette di mano saranno indelebili nella mia mente.
A tutto ciò segue anche il pensiero di Silvia che sta arrivando in Moldova in aereo per cui voglio arrivare presto ed il ritorno è solo viaggiare.
Il giorno 24 luglio mi trovo in Russia purtroppo non riesco a trovare da dormire i pochi motel incontrati sono al completo, mi devo accontentare di passare la notte su una panchina, ma c’è un inconveniente la zona è infestata di grandi zanzare per riuscire a riposare e non farmi pizzicare devo indossare il sottocasco ed il casco. I presenti che dormono in macchina mi guardano strani ma è il solo modo per riposare qualche ora.
La mattina presto intorno alle 4 riprendo la strada del ritorno.
Nel tratto di strada che va da Irkutsk e Krasnojarsk devo riaffrontare spesso dello sterrato, strade con sassi, polvere spesso mi fermo perché accuso dolori alle mani, in modo particolare alla sinistra nella quale si è formata una vistosa callosità. Nel tragitto incontro un francese diretto nell’Uzurbekistan mi chiede informazioni sulle strade che ho percorso, rimane meravigliato anche lui con il mezzo con il quale mi trovo a fare il mio tour facciamo alcune foto. Ci salutiamo e proseguiamo ognuno nella direzione opposta.
Il giorno 23 luglio sono a Barnaul per il cambio gomme, qui incontro due spagnoli che anch’essi effettuano il cambio gomme sponsorizzati dalla Metzeler spagnola, loro con moto più idonee al tour, ci scambiamo le nostre esperienze di viaggio, uno mi conosce per avermi visto in internet.
Il cambio avviene molto lentamente, in due ore, ma fortunatamente avviene e di questo ringrazio e ne sono riconoscente alla Metzeler Italia ed i loro rappresentanti che mi hanno dato questa grande opportunità di testare il loro nuovo prodotto interact Z8, prodotto che personalmente ritengo molto idoneo in tutte le condizioni stradali possibili ed immaginarie. Test riuscito con grande soddisfazione e risultato.
Il 25 rifaccio tappa nella provincia di T’umen’ dove ho avuto problemi salutari, ma questa volta in in condizioni fisiche al top, che mi permettono di affrontare il giorno dopo 700 km sotto la pioggia.
IL 26 sono nuovamente a godermi il panorama degli Urali.
Il 27 sono a 300 km da Samara.
Il 28 a Voronez.
La mattina del 29 parto alle 4 viaggio per 21 ore arrivo a casa di Silvia in Moldova
all’una di notte dove tutti mi aspettano svegli. Rimango in Moldova fino al 17 agosto, facendo qualche giro nel territorio moldavo, che ormai conosciamo benissimo, ma soffermandoci di più nella capitale Chisinau.
Il 18 agosto devo anticipare il rientro a Roma, parto da Carpineni (Moldova) alle 8,30, viaggio fino a 130 km da Oradea (Romania) dove alle 20 alloggio al solito Motel che conosco, economico e confortevole in mezzo alla natura.
La mattina seguente viaggio per l’intero giorno e tutta la notte arrivo a Roma alle 9 del mattino del 20 agosto osservo il contachilometri della moto ho percorso km 23,500 km.
Anche questa sarà un’altra indimenticabile esperienza di viaggio.
Non avrei mai pensato negli anni passati di attraversare quasi tutta la Russia per poi tornare indietro.
Più di qualcuno mi ha dato del pazzo.
Nella mia mente rimarranno quelle emozioni, quelle sensazioni, quegli odori, quei suoni, quelle gioie, quelle parole, quegli aromi che solo un viaggio regala, che solo un viaggio non fa dimenticare.
Per sempre impressi nella mia memoria, che mai nessuno riuscirà a cancellare, indelebili come un sogno ormai diventato un ricordo.
Viaggiare per commuoversi di fronte ad un panorama.
Viaggiare per capire di non avere nient’altro che la propria libertà.
Viaggiare per essere cittadini del mondo.
Un ringraziamento alla mia compagna  Silvia, e a tutti gli sponsor :
Bergamaschi, Bertoni, D’Amico Marco, D.I.D,  Extreme, Forbikes , Ferracci, Giali,  Gensan, Gubellini, K&N, Klan, Konig, Metzeler, Newfren, Nolan, Nissin, Putoline ,Rinolfi, SIXS,Tecnoselle, Tryonic, Tucano Urbano

A presto
Marcello




marcellocarucci
Ritratto di Anonimo
Anonimo

Ti ho risposto privatamente ciao
www.marcellocarucci.it

Ritratto di Anonimo
Anonimo

Grande!!Non so se ti ricordi di me .Ci siamo conosciuti al moto day a Roma .Come stai?Mi farebbe piacere incontrarti per una birra.Sai ho voglia di fare un viaggio in moto e vorrei consultarti per qualche consiglio.la mia email e franco_pietrantuono@yahoo.it appena puoi scrivimi che ci mettiamo d'accordo.grazie F.

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