Racconto di viaggio in Ucraina occidentale

Il viaggio in moto di per sé vale molto più della meta

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Una doverosa premessa: andate!

 

L’Ucraina è una terra splendida, affascinante e un tantino indecifrabile. Le strade che si percorrono sono spesso malridotte dal passaggio dei camion stracarichi su di un asfalto di per sé piuttosto precario già nella sua fragile consistenza. Le attenzioni alla guida, che devono necessariamente essere costanti, sono molteplici, dalle numerosissime buche, ai solchi sull’asfalto per il motivo anzidetto, dall’attraversamento improvviso di pedoni (che sbucano dal ciglio della strada e provengono da chissà quale villaggio) e di carri trainati da cavalli, alla riduzione improvvisa (da 100/h a 5 km/h) da parte del mezzo che vi precede perché deve cambiare corsia per schivare una buca profonda almeno 15/20 cm!!! Si attraversano centri abitati, villaggi e città, percorrendo strade di tutti i tipi. Le indicazioni sono espresse solamente in cirillico ed è quindi consigliabile avere un navigatore aggiornato oltre ad una cartina con le tappe ben evidenziate in caso di richiesta informazioni. Prima di raccontare il mio percorso voglio precisare che io sono fervido un sostenitore che “il viaggio in moto di per sé vale molto più della mèta”.

 

Primo giorno - venerdì:

Vicenza - Budapest km 763

I km sembrano tanti, ma si tratta di una strada diritta che “costeggia” il lago Balaton. Vignetta obbligatoria (euro 7,50) per la Slovenia e l’Ungheria (euro 5,50).

Budapest è una città fantastica. Si mangia bene senza spendere molto. Bellissimo il centro, le luci che si specchiano sul Danubio, i szimplekert, bar improvvisati da giovani imprenditori all’interno di ex fabbriche.

Consiglio un hotel un po’ lontano dalla movida notturna, un po’ per non rischiare di trovare la moto segnata per essere stata la panchina notturna di qualche ubriaco ed un po’ per non sentire schiamazzi fino a notte fonda. Altro consiglio, prima di rimettersi in viaggio, visitare il bellissimo Mercato coperto e fare un po’ di scorta di paprika.

 

Secondo giorno - sabato:

Budapest – Lviv km 574

Due le raccomandazioni: 1. Passare per la dogana di Luzhanka (dopo la cittadina ungherese di Beregsurany) per evitare lunghe colonne di auto e 2. Evitare i Carpazi più “duri” e quindi seguire semplicemente la strada principale e/o le auto ucraine, al fine di evitare di forare in luoghi dimenticati da anima viva e/o di arrivare al Lviv troppo tardi.

La strada fino a Beregsurany è praticamente un’autostrada. Poi, passata la dogana, il paesaggio cambia radicalmente. E’ a questo punto che vi ricorderete delle raccomandazioni di cui in premessa.

La città del Lviv è un tantino fuori dagli schemi ucraini. A differenza delle atre città ucraine, è un pochino colorata, ha uno stile vagamente europeo, le strade centrali sono formate da pavè. Il motivo è semplice: fondata da Papa Leone IV, si tratta della città che i nostri libri di storia chiamano Leopoli.

 

Terzo (e quarto) giorno – domenica e lunedì:

Lviv – Kiev km 540

Inutile dire di sostare almeno un giorno intero in questa nuova città. Kiev offre una marea di pub, ristoranti, discoteche, oltre alla visita del suo meraviglioso centro e della poco lontana Prypjat (Chernobyl - km 170) avvalendosi dei tour organizzati. In merito a quest’ultima visita vi sono due considerazioni da fare: 1. Non sono convinto che il livello di radiazioni sia effettivamente al di sotto delle soglie consigliate dagli esperti e 2. dal momento che i nominativi dei visitatori devono pervenire agli addetti alla sicurezza del sito alcuni giorni prima della visita, è necessario prenotare il tour prima di affrontare il viaggio avvalendosi di internet. Per quanto riguarda invece il centro di Kiev, da non dimenticare una visita alla via Khreschatik, a tutta la zona underground - molto utile in inverno e ricca di ogni genere di negozi– raggiungibile da molti sottopassi, al centro commerciale Globus, alla vertiginosa discesa della metropolitana, alla zona “Idropark”, alla “città vecchia”, nonché assaporare un po’ di vita notturna.

 

Quinto giorno - martedì:

Kiev – Odessa km 484

Finalmente una strada un po’ decente. A dire il vero solamente alcuni tratti sono simili alle strade europee. Comunque sia, il tratto Kiev – Odessa è lineare, un tantino trafficato, ma lineare. Odessa è una città fantastica, ricca di locali diurni e notturni. Inoltre nel periodo estivo si può trascorrere la serata e parte della notte nella zona Arkadia, una zona interamente dedicata al divertimento, in cui si concentrano discoteche, bar e ristoranti a ridosso del mare. Il consiglio, quindi, è quello di cenare in centro città e poi spostarsi con il taxi in tale zona. Da non perdere la via centrale Deribasovkaya, scalinata Potemkin (è la scalinata della famosa carrozzina e dell’occhio della madre, nonché cagata pazzesca per fantozzi) ed i giardini limitrofi (oltre all’Arkadia, come sopra suggerito). Per chi volesse intrattenersi qualche giorno in più, consiglio di visitare il Sidmoil Kilometer, vero paradiso degli “affari” di e per qualsiasi cosa abbiate bisogno di acquistare.

 

Sesto giorno - mercoledì:

Odessa – Ternopil km 667

Anche se il navigatore suggerisce una strada un pochino più corta e diretta, il consiglio è quello di percorrere la direttrice Odessa – Kiev almeno fino a Uman, per poi proseguire per Vinniza ed in fine Ternopil, in quanto è sicuramente più scorrevole e garantisce un maggior numero di ristoranti, punti di ristoro e soprattutto stazioni di servizio per il rifornimento. Ternopil è una tipica cittadina ucraina nord occidentale, ben tenuta, filoeuropeista, poco caotica. Nulla di particolare a parte il laghetto artificiale molto grazioso ed una via centrale che offre parecchi locali puliti per colazioni “quasi” europee.

 

Settimo giorno – giovedì:

Ternopil – Cracovia km 464

Non fatevi ingannare dal chilometraggio: bisogna passare la dogana di Cracovetz. A parte il doveroso sorpasso di tutti i mezzi a quattro ruote, arrivati in dogana, ora frontiera della Comunità Europea, mettetevi comodi perché i tempi di attesa non sono cortissimi, oltre a “subire” un controllo relativamente attento. Tale attenzione è rivolta in particolare a stanare il traffico di alcolici, sigarette (massimo 2 pacchetti!) e carburanti. A parte il fatto che Cracovia vanta una piazza favolosa patrimonio dell’Unesco, per chi avesse a disposizione un giorno in più di vacanza è consigliabile una visita guidata al 1. Campo di concentramento di Aushwitz e museo di Birkenau e 2. Grotte/Miniere di sale. Anche in questo caso è consigliabile prenotare la visita con l’ausilio di internet non dimenticando che alcuni tour operator organizzano la visita di entrambi i siti (campo + museo e miniere) nel medesimo giorno.

 

Ottavo giorno - venerdì:

Cracovia – Szombathely km 591

La scelta specifica di tale cittadina ungherese è dovuta solamente al fatto che un amico di vecchia data ha aperto un ristorante (il “Bellagio”) ed avevo quindi voglia di farmi coccolare un po’ con cibi e bevande italiane. A parte quindi la specificità della scelta, l’intenzione era comunque di passare per Zilina e Bratislava, al fine di 1. Evitare il rientro dall’Austria, 2. sfruttare le vignette ungheresi e slovene già pagate e, se si parte presto, 3. fare una tappa veloce per visitare il centro di Bratislava.

 

Nono giorno - sabato:

Szombathely – Vicenza km 582

La strada slovena è la medesima dell’andata e, a seconda dell’orario in cui passate, le scelte, per un buongustaio, sono 2: pranzo nel centro di Lubjana (e relativa velocissima visita) o a base di pesce a Pirano (con ovvia deviazione).

 

Ovviamente rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione e/o chiarimento.

Ps: mi stavo dimenticando: seppur la guerriglia in realtà non è mai cessata, le zone attraversate, oltre a non esserne mai state colpite, sono anche estremamente lontane da tale conflitto non solamente dal punto di vista fisico/chilometrico/geografico ma anche politico, economico ed istituzionale. Quindi, non preoccupatevi di tale fatto.

Altra considerazione, il cambio non è mai stato così particolarmente vantaggioso ed in Ucraina si mangia molto bene!