Diario di viaggio 2010 di Marcello Carucci

Roma - Mongolia il sogno di una vita!

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Sono le 11,30 transito il confine romeno e alle 20 sono a Bacau dove pernotto in un motel molto grazioso per una modica cifra di meno di venti euro.
Alle 4 del mattino del 3 luglio suona la sveglia mi preparo velocemente, ricca colazione e via, la temperatura è molto bassa ci sono stati temporali con allagamenti nella nazione visti fortunatamente anche da me, ma in lontananza.
Per un’ora incontro nebbia e durante il tragitto vedo un motociclista con i suoi abiti vistosamente lacerati, la moto completamente distrutta nella parte anteriore.
Chiedo cosa è successo?! Mi risponde di non aver visto un bovino in mezzo alla strada a causa della della forte foschia. Mi chiedo un miracolo che non si sia fatto nulla!
Tutto ciò mi fa riflettere ancor di più e prendo consapevolezza dei pericoli ai quali posso andare incontro. Continuo il viaggio nella massima concentrazione e non appena mi accorgo di avere un minimo di stanchezza, mi fermo e mi riposo anche per soli dieci minuti.
Alle tredici dello stesso giorno sono in Moldova a casa dei genitori di Silvia, ho percorso oltre 3000 km. Rimango qui fino al 5 luglio.
Il giorno 6 alle ore 8 parto nonostante una selezione accurata nel portarmi vestiario , attrezzi moto, cibo sono supercarico, alle 11 sono in Trasnistria, qui per avere un timbro sul passaporto devo aspettare oltre un’ora, sebbene davanti a me c’è solo una persona.
E’ la solita abitudine vergognosa, che ormai mi sono abituato a vedere da anni, ufficiali in dogana che impugnano di nascosto banconote per agevolare l’entrata o l’uscita dalla Trasnistria.
a tutto ciò rimango calmo ed indifferente senza dare nessuna moneta, mentre l’entrata in Ucraina ed i controlli sono molto veloci, alle 19 faccio sosta e pernotto, nella località di Poltova (Ucraina).
Il giorno seguente viaggio scampando a minacciosi temporali, ma alla
fine uno di essi ha la supremazia su di me, devo fare attenzione nella guida, sono molto attento anche per la notevole acqua sul manto stradale ed eventuali buche.
Vivo questo tremendo acquazzone per circa un’ora. Finalmente di nuovo il sole e l’asfalto asciutto, apro il gas e percorro chilometri in velocità, arrivando alle 17 sul confine Ucraino/Russo, qui incomincia nuovamente a piovere ed io in fila dietro le macchine, qualche camionista mi fa cenno di andare avanti, perché adesso l’acqua viene giù con più violenza. Decido di recarmi in testa e subito al primo controllo mi viene comunicato di tornare indietro e fare la fila come tutti gli altri. Faccio il vago … non capisco sono italiano e consegno il passaporto, il militare mi fa nuovamente segno che ero passato davanti a tutti ed io un'altra volta riconfermo a gesti e scuotendo la testa che non capivo. Finalmente mi lascia andare.
Subito il controllo in dogana russa, contrariamente alle volte scorse è stata veloce, ed ho avuto anche modo di scherzare e comunicare con la polizia doganale, la quale rimaneva meravigliata della mia moto e del mio itinerario la Mongolia (andata e ritorno).
Superato il confine ed entrato in territorio russo ecco arrivare subito il primo
imprevisto, innestando la prima, la moto non va, si spegne e la leva frizione
è morbidissima, subito mi preoccupo. Rimuovo il coperchio del recipiente dell’olio della frizione, vedo, che non c’è lubrificante, per fortuna, quest’anno lo avevo con me, lo rabbocco ed immediatamente raggiungo la città di Belgorod (Russia), mi metto alla ricerca di un motel, ma purtroppo solo in tarda sera ne trovo uno.
Il giorno seguente il viaggio continua affrontando il caldo intenso oltre 40 gradi, sono
nelle vicinanze di Samara , durante il percorso vedo davanti a me un tir al quale scoppia una gomma il copertone che per poco mi colpisce, fortunatamente riesco ad evitarlo.
Prendo coscienza di tutto ciò e resto ben lontano dai prossimi tir ed appena me li trovo davanti, li supero immediatamente, per evitare che perdendo materiale mi possono provocare danni a me e al mio mezzo.
Il 10 luglio alle 5 della mattina parto in 3 ore percorro solo 200 km il manto stradale è pessimo mi fermo spesso a causa di ciò e del forte caldo.
Alle 15 sono ad Ufa capitale della Repubblica di Baskortoston per comprare appositamente un carica batteria, perché il mio l’ho dimenticato in Moldova, quindi indispensabile per fotografare e testimoniare il mio viaggio. Vi lascio riflettere … in una grande città russa senza conoscere nessuna lingua al di fuori del mio italiano, tuttavia son riuscito ad acquistarlo. Nell’occasione conosco dei russi che mi offrono da bere, voglio informazione sul mio tour.
Sono le 17 riparto e alle 19 sono sugli Urali, la catena montuosa tra le più antiche del mondo con immense foreste di betulle, pini e laghetti che attraversa approssimativamente da nord a sud la Russia occidentale dove pernotto in un bel bungalow al prezzo di 250 rubli.
Domenica 11 alle 3 del mattino mi sveglio, tra la colazione e la preparazione della moto, impiego un’ora. Alle 4 parto, sono coperto con indumenti termici per combattere il freddo, la giornata è splendida, viaggio ottimamente, finalmente ho abbandonato il gran caldo attraverso tutta la catena montuosa in 4 ore e trenta minuti percorrendo 240 km.
Alle 21, pernotto in un paesetto di campagna a 400 km da Omsk nella provincia di T’Umen’ dopo aver viaggiato oltre 15 ore e percorso 526 km, le strade non permetto di più.
La mattina del 12 luglio, quando vado ad urinare provo forte bruciore, dolore e perdita di sangue allarmato mi faccio capire da un signore che ho bisogno di un medico, immediatamente arriva un’ambulanza con due dottoresse, faccio vedere le urine ed in loro presenza elimino altro sangue.
Immediatamente mi fanno capire di seguirle in ospedale, subito salgo in moto, arriviamo in pochi minuti all’ospedale. Poco dopo mi visita il chirurgo, nel frattempo sveglio Silvia a Roma la quale mi fa da interprete e mi comunica che c’è in atto un’infiammazione della vescica dovuta al viaggio, probabilmente a tutte le sollecitazioni subite. Preoccupato penso proprio che questa volta devo fermarmi e la paura a non proseguire il viaggio è tanta.
I medici sono al corrente del mio itinerario e Silvia mi tranquillizza dicendomi che mi fanno una flebo con sedativo ed inoltre devo prendere due antibiotici al giorno per una settimana.
Dopo un’ora in ospedale ritorno all’abitazione dove alloggiavo, carico i bagagli e parto
immediatamente. Purtroppo durante il percorso devo fermarmi spesso lo stimolo ad urinare è frequente, ma in realtà solamente poche gocce di sangue vivo, con intenso bruciore e dolore che mi fa urlare. Fortunatamente in poche ore ritorno in forma.
Alle 21 sono ad Omsk, molto stanco affaticato, per tutto lo stress della giornata, mangio qualcosa e subito vado a dormire.

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Marcello Carucci

Commenti

Ritratto di Anonimo

Grande!!Non so se ti ricordi di me .Ci siamo conosciuti al moto day a Roma .Come stai?Mi farebbe piacere incontrarti per una birra.Sai ho voglia di fare un viaggio in moto e vorrei consultarti per qualche consiglio.la mia email e franco_pietrantuono@yahoo.it appena puoi scrivimi che ci mettiamo d'accordo.grazie F.

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